
Ang Lee ci ha da sempre abituati ad un cambiamento continuo, ad una variazione costante e dettagliata di ambienti e situazioni all'interno del suo cinema, ma Brokeback Mountain rappresenta qualche cosa di veramente inaspettato. Uno stupore che non viene alimentato tanto dalla tematica, ma da una visione pulita e totalmente priva di giudizi. Nella società moderna la televisione e il cinema hanno cominciato ad affannarsi per inquadrare in una sezione sociale la cosìddetta comunità gay, una attività volta a tranquillizzare gli animi, a far conoscere il "diverso" per poterlo controllare, catalogare e gestire. I gusti, le necessità e le abitudini sembrano diverse ma Ang Lee riesce ad andare oltre qualsiasi indagine sociale e di costume per aprire gli occhi di fronte alla vastità della passione che non sceglie e non grazia, per qualche oscuro motivo, esclusivamente l'eterosessualità. Certo ad un primo esame la vicenda potrebbe apparire scontata nella sua semplicità ma Jake Gyllenhaal e Heath Ledger sono i protagonisti di un classico melò dall'anima trasgressiva. Una modernità volta a sostenere il più tradizionale dei valori e a dimostrare come un bacio continui ad essere «Un apostrofo rosa tra le parole "ti amo"» indipendentemente da chi sia colui che lo dà e lo riceve.
Consigliato: eccome.
Voto: 8