
Consigliato: Tutto sommato si
Su questa pellicola si può dire molto, ma di certo non si può chiamarlo un brutto film. Ok, diciamolo subito: non è sicuramente un remake all'altezza del capolavoro originale, ma il solito, insensato tentativo di ricercare buchi nel copione (tipico di un pubblico insensibile e pretenzioso) dovrebbe essere lasciato da parte in favore di una ricchezza figurativa davvero eccellente.
E' vero che il film presenta qualche incongruenza (il fatto che centinaia di primitivi raggiungano esattamente lo stesso posto dopo solo tre giorni dall'arrivo dell'astronauta), ma sarebbe bello anche riflettere sulla tensione narrativa, invece che concentrarsi solo sul trucco di Estella Warren o la barba sempre rasata di Marky Mark. Non è un film ricco di simbolismo come "Sleepy Hollow", né un autoriale e autobiografico ritratto di un regista come "Ed Wood", ma, anche se non sembra, "Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie" è più che mai un lungometraggio di Tim Burton, anche se non il più riuscito. Con la macchina da presa e qualche suono effeicace, il regista riesce a far emergere la rabbia delle scimmie che, in misura maggiore rispetto al predecessore, sono quantomeno 'scimmische'. Basti pensare che tutti gli attori-scimmia hanno seguito un corso di addestramento di mesi in una 'Ape School'.
In definitiva siamo di fronte ad un buon film, non solo per il geniale finale, ma anche per l'approccio singolare con la cultura dei primati. La fotografia di Philippe Roousselot e le scenografia di Rick Henrichs si fondono per creare un'ambientazione al di fuori da ogni tempo e da ogni moda. Le musiche di Danny Elfman e i costumi di Colleen Atwood infondono un fascino tribale allla pellicola e le interpretazioni di Tim Roth e Paul Giamatti sono davvero soprendenti.
Consiglierei a chi giudica male questo film di riguardarlo cercando di non partire prevenuti e già influenzati, ci sono davvero molti spunti interessanti e decisamente godibili.
Voto: 6